Self-help

A furia di sentir parlare delle paure altrui, d'ansia, di abusi, di dubbi, di disavventure, di traumi, finiremo per vivere in un mondo dove non esiste altro. Leggiamo, ascoltiamo, seguiamo in prevalenza quelli che parlano delle sopracitate tematiche. Poi vi stupite se vivete sprofondati nell'ansia dal mattino fino all'alba seguente. E chi riesce più a dormire?


Ormai siamo diventati tutti dei sopravvissuti, dei poveretti dal passato difficile e un futuro travagliato. Tutto per via di qualche trauma o disavventura. Ma chi non ha avuto un padre padrone, un cugino tossicodipendente, una madre poco madre, un nonno alcolizzato, uno zio che ha abbandonato la zia?


In ogni famiglia ne esiste almeno uno, ma questo non significa che la nostra vita sia irrimediabilmente segnata. Questo lo dicono soltanto coloro che vogliono farsi notare a tutti i costi, per poi farsi pagare il pranzo, le vacanze o la casa. Chi va con lo zoppo, sappiamo come va a finire. E non potrebbe essere altrimenti.


Pretendiamo d'imparare l'esatto contrario. Sicuramente è più facile coltivare la paura e l'ansia. Ormai ne parlano tutti, con orgoglio e convinzione. Fanno finta di volerti aiutare ad uscire dal vicolo cieco della paura, ma più ti parlano delle paure, in tutte le salse, meno ne uscirai fuori.


Il cosiddetto auto-aiuto è un settore di mercato dove la tua ansia diventa una fonte di reddito per qualcun altro. Paghiamo per essere presi in giro ed ascoltare le disavventure altrui che raramente potranno esserci utili. Dovremo saperlo già. Continuare ad ascoltare in continuazione queste storielle contenenti un briciolo di verità è controproducente. Abbiamo tutti paura di qualcosa ma non ne usciremo fuori finché continuiamo a parlarne.

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