Le solite promesse

Quando Biden disse, con assoluta convinzione, che avrebbe sguinzagliato i suoi super agenti segreti per scoprire l'origine del virus, quasi quasi, mi veniva da credergli. Il presidente degli Stati Uniti non convoca una conferenza stampa solo per il gusto di chiacchierare.


Trascorsi i novanta giorni nessuno aprì bocca. Dissero, bisbigliando, che non avevano concluso un bel niente. Un buco nell'acqua. L'ennesimo. Ormai ci siamo abituati. Almeno io. Voi no.


Vi ricordate la famigerata promessa dell'immunità di gregge? E del vaccino italiano? Che sarebbero bastati due iniezioni del loro siero magico chiamato vaccino? Chissà perché i vaccini più costosi sono risultati i più efficaci. Sulla carta. Nella vita di tutti i giorni la storia è andata diversamente.


Vi ricordate della ripresa economica? Nove o dieci per cento in Italia. Ma quelle erano le previsioni. La ripresa del continente europeo. Titoli euforici. Come al solito tra il titolo e la realtà esiste un abisso sconvolgente. Forse la Germania ha fatto registrare un più dieci per cento? Non mi pare proprio.


Iniziamo un altro anno difficile, con mille promesse di normalità e, udite udite, la promessa che il virus scomparirà. Come accadrà non è dato saperlo. Stessi esperti, stesse fantasie. Vaccinatevi e vi ridaremo la libertà! In tanti, me stesso incluso, ci hanno creduto. Ora hanno alzato il tono delle richieste e della normalità non se ne parla più. Intanto dobbiamo subire ed obbedire. Sembra di avere a che fare con un prepotente intenzionato a non mantenere la parola data. Obbedire e vi daremo le caramelle. Altrimenti sarete licenziati, multati e ostacolati in tutto e per tutto.

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