La distrazione 2

Se la televisione vi ha rimbambiti e addomesticati, figuriamoci questi social che ci tengono ognuno a casa sua con gli occhi incollati a uno schermo di plastica. Scelgono i termini più fuorvianti. Ormai ci si parla tramite un dispositivo elettronico e se dobbiamo confrontarci preferiamo farlo a distanza.


Il professore già lo aveva intuito qualche decennio fa. Questi mezzi che dovrebbero aiutarci a comunicare, in realtà, hanno creato una generazione di solitari, facile alla depressione e alla resa incondizionata. Hanno creato un odio maggiore e più profondo perché non riusciamo mai a guardare negli occhi il nostro interlocutore e invece lo consideriamo alla pari di un nemico.


Chiunque la pensi diversamente mi diventa automaticamente antipatico e gli auguro tutto il male possibile. Addirittura gli potremo attribuire la colpa per i mali che affliggono la società.

In molti ci credono e sprecano ore ed ore a insultare chiunque venga ritenuto un nemico.


Appena qualcuno pronuncia il nome del presunto nemico, tutto il gruppo parte all'insulto. Non solo siamo soli ma siamo più cretini delle generazioni precedenti. Leggiamo di meno e clicchiamo di più.

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